D’estate, tra le abitudini più diffuse per rinfrescarsi c’è una giornata in piscina. Pochi sanno però che il cloro utilizzato per disinfettare l’acqua appartiene alla stessa famiglia chimica dello iodio, l’elemento essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei (T3 e T4).
Come spiega il Dott. Franco Cavalot, endocrinologo presso CeMeDi e Chiros a Torino, il cloro può reagire con le sostanze organiche presenti in acqua generando composti capaci di interferire con i delicati meccanismi di sintesi ormonale della tiroide.
Durante il nuoto, piccole quantità di queste molecole possono penetrare nell’organismo attraverso pelle e vie respiratorie. Non si tratta di rischi legati a esposizioni intense, ma di un contatto che, in soggetti predisposti o con una tiroide già fragile, può rappresentare un fattore di stress aggiuntivo, variabile in base a qualità dell’acqua, frequenza e durata dell’esposizione, e sensibilità individuale.
Il Dott. Cavalot sottolinea anche l’importanza di altri fattori che incidono sul metabolismo tiroideo, come stress, infezioni e infiammazioni, e consiglia un’attenzione particolare a iodio e selenio nella dieta nei mesi estivi. Il messaggio centrale dell’esperto non è evitare la piscina, ma mantenere uno stile di vita equilibrato che sostenga la fisiologia tiroidea.
Fonte: Intimità, Paola Rinaldi