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Giornata mondiale del cuore: i consigli della nostra esperta per mantenerlo in salute

Giornata del cuore

Parole d’ordine? Prevenzione e consapevolezza. Ne è sicura Elena Colajanni, cardiologa di grande esperienza che fa parte della squadra di specialisti che lavorano in Chiros e che, in occasione della Giornata mondiale del cuore (World Heart Day) che si celebra il 29 settembre, ci ha raccontato se e come sia possibile prevenire le malattie cerebro-cardio-vascolari e mantenere così il proprio cuore in salute.

In Italia, queste patologie rappresentano il 44% dei decessi (il 29% sono i tumori), e riguardano ogni anno 127mila donne e 98mila uomini, molti dei quali prima dei 60 anni d’età. Stiamo parlando di infarto acuto del miocardio, sindrome coronarica acuta, angina pectoris, di ictus ischemico ed emorragico e di arteriopatie periferiche. I dati sono allarmanti e si prevede che questi numeri siano destinati ad aumentare nei prossimi anni. La buona notizia è che le malattie cardio-cerebro-vascolari si possono prevenire in modo concreto riducendo i fattori di rischio che ne sono la causa principale.

Dottoressa Colajanni, quali sono i principali fattori di rischio?

Possiamo parlare di vere e proprie piaghe del nostro tempo nel mondo occidentale. Mi riferisco all’ipertensione, all’ipercolesterolemia, alla sedentarietà, al diabete di tipo 2 (cioè quello legato all’obesità) e all’abitudine al fumo di sigaretta, soprattutto tra i giovani e le donne.

Come è possibile prevenire concretamente queste malattie?

Le parole chiave sono prevenzione e consapevolezza. E’ necessario che ciascuno di noi sappia che può fare davvero qualcosa di concreto per il proprio cuore, a costo zero, in modo semplice ma dai benefici evidenti anche nel lungo periodo. Adottare stili di vita sani significa prendersi cura di se stessi e diventare protagonisti della propria salute. Per prevenire le malattie cardio-cerebro-vascolari dobbiamo ridurre i fattori di rischio, quindi non fumare, cercare di seguire un’alimentazione sana e varia, povera di grassi animali e, soprattutto, fare attività fisica. L’esercizio è la cosa più importante, basta avere un paio di scarpe da ginnastica e camminare. E’ dimostrato che un’attività moderata ha effetti positivi sia a livello fisico sia a livello psichico; aiuta a diminuire il colesterolo cattivo, abbassa i trigliceridi e la glicemia, riduce i valori della pressione. Inoltre, rappresenta anche una valida terapia per i pazienti che hanno avuto un evento cardiovascolare.

Spesso siamo bombardati da consigli sull’importanza di adottare stili di vita sani, ma molto spesso nella quotidianità poi non sappiamo come metterli in pratica. I medici di base e gli specialisti come possono aiutare i pazienti a comprendere quanto sia importante la prevenzione?

Mettendo il paziente al centro del suo percorso di salute. E’ importante parlare il più possibile con chi si rivolge a noi, dando consigli pratici e concreti. Ad esempio, se un paziente deve smettere di fumare possiamo indirizzarlo ai centri antifumo, spiegando cosa lo attende. Oppure, quando suggeriamo di ridurre i grassi animali o di perdere peso possiamo invitarlo subito a rivolgersi a un dietologo o a un nutrizionista. La consapevolezza di sé è fondamentale e dobbiamo essere noi medici a fare breccia nella naturale resistenza.

Dal punto di vista strumentale, quali sono gli esami a cui è importante sottoporsi se ci sono fattori di rischio?

Sono fondamentali gli esami del sangue per controllare l’assetto lipidico e glicemico e anche un diario dei valori della pressione. Si tratta di esami semplici e cardinali per stabilire un profilo di rischio. La visita cardiologica seguente è un momento importantissimo, perché consente di discutere le modalità di prevenzione. Una buona visita cardiologica serve a spiegare al paziente cosa può fare con le sue forze e, se necessario, a cosa servono i farmaci. Il cardiologo deve essere un coach, una guida nel percorso di salute del paziente, affinché sia motivato e consapevole.