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Conosci ciò che mangi? La dieta più sana inizia dalla consapevolezza

Conosci ciò che mangi? La dieta più sana inizia dalla consapevolezza

Una dieta salutare e sostenibile fa bene a tutti e a tutto: alla nostra salute, al Pianeta, al clima e a quegli 820 milioni di persone che, ancora oggi, soffrono la fame. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che si svolge ogni anno il 16 ottobre, la Fao (Food and Drug Administration), invita tutti i Paesi del mondo ad agire ad ogni livello per fare in modo che un’alimentazione sana e sostenibile sia davvero accessibile a tutti.

I dati contenuti nel rapporto sullo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2019 non sono confortanti: il 14% del cibo prodotto in tutto il mondo, in modo particolare frutta e verdura, viene sprecato subito dopo il raccolto, prima ancora di essere venduto. Inoltre, ogni anno, gli italiani sprecano cibo per 15 miliardi di euro, gettando nei rifiuti tonnellate e tonnellate di prodotti. A questo si aggiunge l’ancora scarsa attenzione verso il cibo sano a favore del cosiddetto junk food, cioè il cibo spazzatura, il cui consumo cresce di pari passo con l’aumento dei prezzi de prodotti biologici o pseudo tali.

Così, la disuguaglianza sociale si trasforma in una disuguaglianza alimentare: chi ha meno risorse ripiega su cibo poco sano e poco costoso; chi, invece, dispone di mezzi sufficienti, si lascia tentare da alimenti molto cari, spesso provenienti da Paesi lontani, oppure apparentemente a km zero, ma che – chissà perché – costano moltissimo.

Eppure seguire un’alimentazione sana e varia è tutt’altro che costoso e, anzi, oltre a farci stare in salute, ci permette di risparmiare. Ne è convinta Lidia Rovera, dietologa di Chiros, specialista in Malattie dell'apparato digerente e in Scienza dell'Alimentazione.

Dottoressa Rovera, è davvero difficile nutrirsi bene?

No, non lo è affatto, ma occorre uscire dalla confusione generata dalla  marea  di  informazioni  o  di consigli che tutti pensano di  poter “elargire” in questo campo.. Ciò che serve, però, prima di andare a fare la spesa, è una maggiore consapevolezza di ciò che mettiamo nel piatto. Siamo sicuri di sapere cosa mangiamo? Conosciamo la differenza tra proteine, carboidrati e grassi? Quando abbiamo imparato quali sono i ‘mattoni’ della nostra dieta, allora nutrirsi bene sarà semplice.

Dove possiamo informarci per mangiare meglio?

Un dietologo è sicuramente la prima fonte di informazioni corrette per aiutarci ad avere uno stile alimentare sano, ma gustoso. Anche internet ci viene in soccorso, ma è importante scegliere fonti accreditate, come ad esempio il sito del Ministero della Salute o quello dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN).

Dove è consigliabile fare la spesa?

Il contesto italiano ci facilita, per tradizione sia alimentare sia culturale e anche in materia di sostenibilità. Ovunque ci sono mercati rionali dove troviamo frutta e verdura venduti direttamente dai contadini, a prezzi contenuti; abbiamo vegetali tutto l’anno, secondo la loro stagionalità. Anche i supermercati ben forniti ci aiutano a nutrirci meglio: possiamo trovare farine, pasta e prodotti da forno con farine poco raffinate e con la giusta quantità di fibre, carne e pesce hanno provenienza certa, i legumi -  freschi, surgelati o secchi - si trovano ovunque. Non è necessario avere negozi specializzati sotto casa – spesso costosissimi – ma basta fare una spesa organizzata, lasciando perdere dolciumi e cibo spazzatura.

E i surgelati, che spesso vengono considerati cibi di serie B?

Le verdure e il pesce surgelato – non i piatti pronti - sono un’ottima alternativa ai cibi freschi. La qualità nutrizionale è la stessa e non hanno conservanti. Magari ne risente un po’ il gusto, ma andrebbero comunque rivalutati. 

Parlando ancora di consapevolezza, quanto le mode influiscono sul nostro modo di mangiare?

Purtroppo tantissimo. Ad esempio, la dieta chetogenica, cioè quella priva di carboidrati, nella popolazione sana non ha alcun senso, ma è una strategia terapeutica che può essere utilizzata dallo specialista solo in caso di reale necessità. Negli ultimi anni molti alimenti sono stati demonizzati, come ad esempio il latte o quelli che contengono glutine. Molte persone che si rivolgono a me si sono sottoposte di loro iniziativa a test per le intolleranze alimentari che, però, non avevano alcuna valenza scientifica. Dopo i risultati hanno deciso di eliminare dalla dieta alcuni cibi. Salvo poi rendersi conto che si sono privati inutilmente di importanti nutrienti. Affidiamoci alla conoscenza e alla semplicità: una dieta corretta riguarda tutti, non soltanto chi ha patologie specifiche.

Qual è il consiglio migliore per chi vuole imparare a mangiare in modo sano?

La vecchia regola del buon senso vale anche a tavola e si accompagna alla conoscenza delle funzioni dei singoli nutrienti. Non si possono eliminare i carboidrati o i grassi o le proteine: ciascun nutriente ha un compito fondamentale. Posso ridurre la quantità di uno o dell’altro a seconda delle necessità, ma è importante mangiare sempre di tutto. L’olio di oliva, ad esempio, è un elisir di lunga vita, perché dovremmo privarcene? Cambiare il proprio comportamento, anche alimentare, è la cosa più difficile, perché richiede un’assunzione di responsabilità individuale e prevede un atteggiamento attivo. E se dobbiamo perdere peso, focalizziamoci su un obiettivo realistico, altrimenti rischiamo di non raggiungerlo mai e, anzi, di lasciare che la frustrazione scateni una serie di comportamenti negativi.